Se la tua auto è interessata da un richiamo, la prima mossa è prendere l’avviso sul serio e prenotare l’intervento presso una concessionaria o un’officina autorizzata dal costruttore. Il richiamo serve a eliminare un difetto che può compromettere la sicurezza, quindi non va rinviato senza motivo. Nel frattempo leggi le istruzioni ricevute, perché possono contenere limitazioni d’uso. In Italia la legge obbliga il costruttore a correggere il problema e a informarti tramite l’archivio nazionale dei veicoli, ma spetta a te agire. Qui sotto trovi come verificare, quali passi seguire, quando puoi continuare a guidare e cosa prevede la norma per chi ha un veicolo nell’elenco dei veicoli non adeguati.

Come capisco se la mia auto è davvero richiamata?

Il dato decisivo è il numero di telaio, cioè il VIN composto da 17 caratteri. Lo trovi sulla carta di circolazione, nella sezione E, e di solito è impresso anche direttamente sul veicolo. Con questo numero puoi interrogare il sito ufficiale del costruttore del tuo marchio oppure cercare il veicolo negli strumenti ministeriali descritti più avanti.

Fai attenzione alle comunicazioni false. Un messaggio che chiede pagamenti, dati bancari o un clic su un link per «sbloccare» l’intervento non è un canale ufficiale. Un avviso autentico riporta di norma il modello, il numero di telaio e la descrizione del difetto. Se qualcosa non torna, chiama la concessionaria usando i contatti presenti sul sito del costruttore, non quelli indicati nel messaggio ricevuto.

Pubblicità

Come capisco se la mia auto è davvero richiamata?

Cosa fare subito dopo aver ricevuto l’avviso?

Procedi in quest’ordine:

  1. Leggi il difetto descritto e le istruzioni scritte. Se l’avviso dice di non usare il veicolo, di limitare la velocità o il carico, o di evitare determinate condizioni, rispetta queste indicazioni alla lettera.
  2. Prenota un appuntamento con una concessionaria o un’officina autorizzata dal costruttore. Solo la rete autorizzata dispone delle procedure e dei ricambi previsti dalla campagna.
  3. Porta con te la carta di circolazione e l’avviso ricevuto, e dichiara che si tratta di una campagna di richiamo. L’officina deve verificare il veicolo prima di intervenire.
  4. Al termine conserva la documentazione dell’intervento, cioè l’ordine di lavoro o la fattura con l’indicazione della campagna. È la tua prova in caso di controlli, di vendita dell’auto o di una richiesta di rimborso.
  5. Chiedi all’officina di verificare anche eventuali altri richiami aperti sul tuo veicolo, usando il numero di telaio.

Cosa succede se il ricambio non è ancora disponibile?

Può capitare che la concessionaria non abbia ancora il pezzo, soprattutto nelle prime fasi di una campagna. In questo caso chiedi per iscritto una data indicativa e domanda se il costruttore prevede misure provvisorie per ridurre il rischio nel frattempo. L’intervento è di norma a carico del costruttore, perché la campagna è promossa da lui. Le fonti ufficiali consultate non precisano però se questo principio valga anche per i veicoli già inseriti nell’elenco telematico: prima di prenotare, conferma con la concessionaria le condizioni dell’intervento.

Se nel frattempo il veicolo mostra sintomi anomali, come spie che restano accese, vibrazioni, perdite di liquidi o rumori improvvisi, non usarlo e fattelo verificare da un’officina.

Posso continuare a guidare con un richiamo aperto?

La risposta dipende dal difetto e dalle indicazioni scritte del costruttore. Se l’avviso vieta l’uso del veicolo o lo consente solo a certe condizioni, quelle istruzioni hanno la precedenza. In caso di divieto non guidare e fatti trasportare in officina. Se l’avviso non contiene limitazioni, valuta con l’officina la gravità del difetto. Un problema che riguarda freni, sterzo, airbag o cinture richiede una decisione prudente, da prendere con i tecnici prima di mettersi alla guida. Il criterio pratico è semplice: se hai dubbi sulla sicurezza, non partire e chiedi un parere professionale.

Pubblicità

Posso continuare a guidare con un richiamo aperto?

Quando scatta l’elenco dei veicoli non adeguati?

L’articolo 80-bis del Codice della Strada, introdotto dalla legge 25 novembre 2024, n. 177 ed entrato in vigore il 14 dicembre 2024, disciplina le campagne di richiamo per i veicoli delle categorie M, N e O. Il costruttore deve adottare misure correttive e informative immediate quando è accertato un grave rischio per la salute o la sicurezza. Le misure devono eliminare il rischio, e i proprietari o utilizzatori vengono individuati tramite l’archivio nazionale dei veicoli.

Se, dopo 24 mesi dall’avvio della campagna, il veicolo non risulta ancora adeguato, il costruttore deve inserirlo nell’elenco telematico tenuto presso la Direzione generale per la motorizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e aggiornarlo. Secondo SicurAUTO, l’elenco è divenuto efficace il 17 febbraio 2026. Per ogni misura non adottata, il costruttore è soggetto a una sanzione amministrativa da 10.000 a 60.000 euro. Il peso dell’obbligo ricade quindi sul costruttore.

Quali conseguenze ha chi guida un’auto inserita nell’elenco?

La norma non impone esplicitamente al proprietario di far eseguire l’intervento, come rileva SicurAUTO. Tuttavia il comma 5 dell’articolo 80-bis stabilisce che chi circola con un veicolo presente nell’elenco telematico è soggetto alla sanzione prevista dall’articolo 80, comma 14, del Codice della Strada. Per l’importo esatto consulta il testo vigente di quell’articolo.

In pratica, sapere che il veicolo è in elenco è un motivo concreto per fissare subito l’intervento e per limitare l’uso dell’auto al minimo necessario fino alla riparazione. Le fonti consultate non spiegano come l’elenco venga aggiornato dopo l’intervento, quindi la ricevuta resta il tuo riferimento.

Dove consultare i richiami ufficiali?

Gli strumenti ufficiali sono tre, con funzioni diverse.

L’elenco telematico è consultabile tramite il Portale dell’Automobilista del Ministero o con un’app dedicata. È lo strumento per sapere se il veicolo è segnalato come non adeguato. Riguarda però i casi giunti oltre i 24 mesi dall’avvio della campagna: un richiamo appena avviato può non comparirvi, e l’assenza dall’elenco non equivale a un’auto sicura.

Il bollettino dei richiami è pubblicato periodicamente dal Ministero e raccoglie le campagne avviate da costruttori e concessionari per auto, moto e ciclomotori. Per ogni modello indica il periodo di produzione, il numero di veicoli coinvolti, il difetto, la data di inizio della campagna e il numero di esemplari già riparati. Include anche anomalie su componenti come pneumatici e dispositivi antifurto. La pagina non riporta una data di pubblicazione, quindi verifica di consultare la versione più recente. Il bollettino aiuta a capire il difetto, ma non dice se il tuo esemplare è coinvolto.

Pubblicità

Il sito del costruttore resta la fonte più precisa per il tuo numero di telaio e per le istruzioni tecniche dell’intervento, da confrontare sempre con quanto ti ha comunicato la concessionaria.

Domande frequenti

Il richiamo vale anche per le moto?

Secondo i commenti all’articolo 80-bis consultati, no: la norma riguarda le categorie M, N e O e lascia fuori i motocicli (categoria L). Il bollettino del Ministero include invece moto e ciclomotori, quindi controlla comunque le campagne che li riguardano.

Posso vendere un’auto con un richiamo non eseguito?

Le fonti ufficiali consultate non lo precisano. Conviene far eseguire l’intervento prima della vendita e verificare la posizione del veicolo nell’elenco telematico. Informare l’acquirente del richiamo aperto è comunque la scelta corretta.

Se ho già pagato una riparazione per lo stesso difetto, posso chiedere un rimborso?

Le fonti ufficiali consultate non lo precisano. Conserva fattura e ordine di lavoro e chiedi al costruttore o alla concessionaria come presentare la richiesta.