Per sapere se un richiamo di sicurezza non è mai stato eseguito sulla tua auto, in Italia puoi consultare l’elenco telematico dei veicoli con richiami non riparati, tenuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e accessibile dal Portale dell’automobilista o da un’app dedicata. Il controllo richiede i dati del veicolo, e le fonti consultate indicano la targa o il numero di telaio. Se l’auto compare nell’elenco, la campagna è rimasta aperta per almeno 24 mesi senza intervento, e chi circola con quel veicolo rischia sanzioni e la sospensione della circolazione fino alla riparazione.

Cos’è l’elenco dei richiami non eseguiti?

Il quadro normativo è fissato dall’articolo 80-bis del Codice della Strada, dedicato alle campagne di richiamo di sicurezza. Quando un costruttore individua un difetto che presenta un rischio grave per la salute o la sicurezza, deve adottare misure correttive e informare i proprietari o gli utilizzatori registrati nell’archivio nazionale dei veicoli. Se un veicolo non è stato adeguato entro 24 mesi dall’avvio della campagna, il costruttore deve inserire i suoi dati nell’elenco telematico tenuto dalla Direzione generale per la motorizzazione del MIT e tenerlo aggiornato. Lo indica il testo dell’articolo pubblicato da ACI.

La norma riguarda le categorie M, N e O, cioè autoveicoli, veicoli commerciali e rimorchi. Le moto non rientrano in questo ambito. Secondo SicurAUTO (2025), il decreto del direttore generale della Motorizzazione è stato pubblicato il 19 dicembre 2025 e l’elenco è operativo dal 17 febbraio 2026.

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Un dettaglio pratico: la comunicazione della campagna arriva ai proprietari registrati. Se hai cambiato intestatario o indirizzo, la lettera potrebbe non esserti mai arrivata, quindi il controllo sul portale è utile anche in questo caso.

Cos'è l'elenco dei richiami non eseguiti?

Come verificare se la mia auto ha un richiamo non riparato?

La procedura è semplice, ma alcuni passaggi non sono descritti in dettaglio dalle fonti ufficiali consultate, e conviene procedere con cautela.

Primo passo: apri il Portale dell’automobilista, il servizio online del Ministero, oppure l’app dedicata. Le fonti ufficiali consultate non indicano la voce di menu esatta in cui si trova il controllo sui richiami. Cerca nel portale una sezione dedicata ai richiami o all’elenco telematico; se non la trovi, prova con l’app.

Secondo passo: inserisci i dati del veicolo. Le fonti consultate indicano che la ricerca si può fare con la targa o con il numero di telaio, ma il campo esatto da compilare va confermato sulla schermata del servizio, perché le fonti non lo descrivono.

Terzo passo: leggi l’esito con attenzione. Le fonti consultate non descrivono il formato della risposta. Va tenuto presente un limite importante: se l’auto non compare, questo non significa che non ci siano richiami aperti. L’elenco contiene solo i veicoli ancora non adeguati dopo 24 mesi dall’avvio della campagna, quindi un richiamo recente può essere in corso senza comparire ancora.

Quarto passo: verifica presso il costruttore. Per sapere quali campagne riguardano il tuo veicolo nel dettaglio, il riferimento resta il costruttore. Il sito del marchio o la rete autorizzata possono controllare le campagne associate al numero di telaio.

Quinto passo: conserva le prove. Salva o stampa l’esito del controllo e la comunicazione di richiamo ricevuta, perché serviranno se dovrai dimostrare di esserti attivato.

Quando un’auto finisce nell’elenco?

Il meccanismo è legato alla data di avvio della campagna, non alla data di acquisto del veicolo né alla prima comunicazione ricevuta. Un veicolo entra nell’elenco solo se, allo scadere dei 24 mesi, l’intervento non risulta eseguito. È il costruttore a inserire il veicolo e ad aggiornare l’elenco: il proprietario non deve fare alcuna iscrizione.

Due precisazioni sono importanti. La prima: il termine di 24 mesi è una soglia di legge, non un periodo di tolleranza. Il costruttore ha riconosciuto un rischio grave per la salute o la sicurezza, quindi conviene eseguire l’intervento appena possibile. La seconda: le fonti ufficiali consultate non precisano con quale frequenza l’elenco venga aggiornato dopo che la riparazione è stata eseguita. Per questo, dopo l’intervento, conviene conservare la documentazione dell’officina e non dare per scontato che il dato sia già allineato.

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Cosa rischi se guidi un’auto presente nell’elenco?

Il comma 5 dell’articolo 80-bis stabilisce che chi circola con un veicolo presente nell’elenco è soggetto alla disciplina sanzionatoria dell’articolo 80, comma 14, del Codice della Strada. Secondo L’Automobile (ACI) (2025), la sanzione per il conducente va da 173 a 694 euro e comporta la sospensione della circolazione fino alla riparazione. Le sanzioni per il costruttore che non adotta le misure previste sono separate e non riguardano chi guida.

Il rischio, però, non è solo amministrativo. Il difetto è stato riconosciuto dal costruttore come un rischio grave per la salute o la sicurezza, quindi guidare un’auto in queste condizioni espone te e gli altri utenti della strada a un pericolo reale. Anche sul piano assicurativo il problema può pesare: secondo Al Volante (2026), in caso di incidente riconducibile al difetto non riparato, l’assicuratore potrebbe esercitare il diritto di rivalsa. Conviene verificare le condizioni del tuo contratto per capire come vengono trattati questi casi.

Cosa rischi se guidi un'auto presente nell'elenco?

Perché controllare anche prima di comprare un’auto usata?

L’elenco è consultabile dai cittadini, quindi chi sta per acquistare un’auto usata può verificarla prima del passaggio di proprietà. Il controllo è particolarmente utile perché la sanzione colpisce chi circola, e dopo il trasferimento sarai tu a guidare il veicolo.

Se l’auto risulta nell’elenco, chiedi al venditore la prova dell’intervento eseguito presso la rete autorizzata. Se non c’è, puoi condizionare l’acquisto alla riparazione, da eseguire prima della consegna, con documento finale dell’officina. In questo modo eviti di trovarti con un veicolo fermo e con una riparazione da organizzare a tue spese, senza sapere quando sarà possibile.

Come agire se l’auto risulta nell’elenco?

La risposta giusta è rivolgersi subito alla rete autorizzata del costruttore, senza attendere, e seguire un ordine preciso.

Prima di tutto, contatta un’officina autorizzata del marchio e comunica il numero di telaio, chiedendo di fissare l’intervento per il richiamo indicato. Poi leggi la comunicazione del costruttore e verifica tempi, condizioni e l’eventuale costo dell’intervento. Non dare per scontato che sia gratuito: chiedilo per iscritto.

Se l’officina non può eseguire subito l’intervento, chiedi per iscritto i tempi previsti e le indicazioni sull’uso dell’auto nel frattempo, e attieniti esattamente a quelle ricevute. Non usare il veicolo in modo diverso da quanto indicato, soprattutto se il richiamo riguarda componenti essenziali alla sicurezza.

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Dopo la riparazione, conserva il documento dell’officina e ripeti il controllo sul portale dopo un periodo ragionevole, perché le fonti ufficiali consultate non indicano i tempi di aggiornamento dell’elenco. Se il dato non risulta ancora allineato, porta il documento al costruttore e chiedi conferma scritta della chiusura della campagna.

Domande frequenti

Cosa fare se il richiamo è già stato eseguito ma l’auto risulta ancora nell’elenco?

Porta alla rete autorizzata o al costruttore il documento dell’intervento e chiedi che la correzione venga segnalata. Le fonti ufficiali consultate non precisano la procedura di aggiornamento, quindi conviene ottenere una conferma scritta.

Il controllo sul portale può sostituire la verifica presso il costruttore?

No, è un controllo complementare. L’elenco copre solo i veicoli non adeguati dopo 24 mesi dall’avvio della campagna, mentre il costruttore conosce lo stato delle campagne in corso sul numero di telaio.

Ogni quanto conviene ripetere il controllo?

Le fonti ufficiali consultate non indicano una cadenza. Conviene rifarlo prima di acquistare un’auto usata, dopo aver ricevuto una comunicazione di richiamo e dopo la riparazione.