In Italia nessuna norma fissa un intervallo di legge per il controllo della pressione degli pneumatici. La regola pratica indicata dai produttori è verificarla almeno una volta al mese e prima di ogni partenza importante, sempre a gomme fredde. Il valore da raggiungere non si deduce dalla gomma: è quello riportato nel libretto di uso e manutenzione del veicolo.
Quando controllare la pressione degli pneumatici?
La pressione scende col tempo anche quando il pneumatico è nuovo e in buono stato, perché l’aria tende a disperdersi lentamente durante la marcia e da ferma. Per questo il controllo mensile è una soglia minima ragionevole, non un obbligo di legge. Le fonti ufficiali consultate, tra cui il Codice della strada e il regolamento europeo sui veicoli, non precisano una frequenza obbligatoria per il privato.
Conviene anticipare il controllo in alcuni casi precisi: prima di un viaggio lungo, quando si viaggia con un carico pesante o con più persone a bordo, dopo un forte cambio di temperatura (in autunno e in primavera la pressione può variare sensibilmente) e ogni volta che si accende una spia di pressione. Se si sospetta una foratura lenta, il controllo va fatto subito, senza aspettare la scadenza mensile.

Perché misurarla a gomme fredde?
La pressione va misurata a freddo perché il riscaldamento prodotto dalla marcia la altera: uno pneumatico caldo segna un valore più alto di quello reale. Se si gonfiasse o si sgonfiasse una gomma calda sulla base di quella lettura, a freddo ci si ritroverebbe con pressione insufficiente. Secondo la guida tecnica di un produttore di pneumatici, la misura è affidabile se il veicolo non ha percorso più di 2 km prima del controllo, con l’auto parcheggiata su una superficie piana.
In pratica conviene fare il controllo al mattino, prima di uscire, oppure dopo una sosta di almeno qualche ora. Se si è appena rientrati da un tragitto autostradale, meglio attendere che le gomme si raffreddino prima di toccare i valori.
Come misurare la pressione in sicurezza?
Serve un manometro affidabile, anche quello di un distributore di carburante se è in buono stato, oppure un manometro portatile. Prima di iniziare, si leggono i valori di riferimento, si rimuove il tappo della valvola e si appoggia il manometro in modo saldo e perpendicolare alla valvola, senza far uscire aria in eccesso. Si controllano le quattro gomme, uno alla volta, poi la ruota di scorta.
La sicurezza conta quanto la misura. Il controllo va fatto a veicolo fermo, in un luogo non trafficato, lontano dalla corsia di marcia e con le quattro frecce o il dispositivo di segnalazione attivato. Non bisogna sporgersi tra il veicolo e il traffico, e non si deve gonfiare o sgonfiare la gomma mentre il veicolo è sollevato o appoggiato su un supporto instabile.
Dove trovare il valore giusto per la propria auto?
Il riferimento corretto è sempre quello indicato nel libretto di uso e manutenzione, che riporta la pressione consigliata per il veicolo, spesso distinta per gomme anteriori e posteriori e per il carico previsto. Molte auto riportano lo stesso dato anche su un’etichetta applicata sul montante della portiera lato guida o nello sportellino del carburante.
Non bisogna usare come riferimento il valore stampato sul fianco del pneumatico: quella cifra indica la pressione massima ammessa dal costruttore del pneumatico, non la pressione ideale per l’auto. Se il libretto e l’etichetta non sono disponibili, la documentazione del produttore del veicolo resta il riferimento da consultare prima di intervenire.
Il sistema TPMS basta a sostituire il controllo?
Dal 1° novembre 2014 il regolamento (CE) n. 661/2009 impone che le automobili nuove dispongano di un sistema di controllo della pressione degli pneumatici, il TPMS (Tyre Pressure Monitoring System). Il sistema segnala quando la pressione scende in modo significativo rispetto ai valori previsti, ma non misura la pressione con la precisione di un manometro e non avvisa necessariamente di tutte le variazioni. Serve quindi come allarme, non come controllo periodico.
Dopo ogni gonfiaggio può essere necessario resettare il sistema di bordo, secondo quanto indicato nel libretto del veicolo. Se la spia resta accesa dopo il gonfiaggio o lampeggia, la causa va verificata presso un’officina, senza ignorare il segnale.

Controllare anche la ruota di scorta?
Sì. La ruota di scorta resta spesso ferma per anni e la sua pressione può calare senza che nessuno se ne accorga. Va controllata insieme alle altre gomme, con il valore indicato nel libretto o sul relativo riferimento.
Se il veicolo non dispone di una ruota di scorta ma solo di un kit di gonfiaggio con liquido sigillante o compressore, bisogna verificare che il kit funzioni e che il contenitore non sia scaduto. Un kit non controllato può fallire proprio nel momento in cui serve.
Cosa fare prima di un lungo viaggio?
Prima di partire, si misurano tutte le gomme a freddo, si correggono i valori secondo il libretto e, se il veicolo viaggia carico, si adegua la pressione alla configurazione prevista dal costruttore, che spesso è diversa per il carico pieno. Conviene anche controllare visivamente il battistrada e i fianchi, cercando tagli o rigonfiamenti, e verificare che il sistema di controllo della pressione, se presente, non segnali anomalie.
Durante il viaggio, una sosta di pausa è il momento giusto per una verifica rapida con le gomme fredde, ma non va usato il valore misurato dopo ore di autostrada come riferimento per gonfiare.
Cosa succede con la pressione sbagliata?
Una pressione troppo bassa aumenta il riscaldamento del pneumatico, accelera l’usura delle spalle e rende la risposta dello sterzo più pigra. In frenata lo spazio di arresto può allungarsi e, a velocità elevate, il rischio di surriscaldamento cresce fino a incidere sulla struttura della gomma. Una pressione troppo alta riduce l’area di contatto con l’asfalto, fa consumare più il centro del battistrada e rende la guida più rigida e meno sicura su fondo bagnato.
Se una gomma appare molto sgonfia o si accende il segnale di allarme durante la marcia, la regola è fermarsi in sicurezza appena possibile, verificare la gomma e non proseguire a lungo. Non si deve correggere una pressione bassa aprendo la valvola per sgonfiare una gomma calda, perché così il valore a freddo finirebbe sotto il riferimento.
Domande frequenti
Il controllo della pressione è obbligatorio per legge in Italia?
Le fonti ufficiali consultate non indicano una frequenza di controllo obbligatoria per il privato. Il riferimento tecnico resta il libretto del veicolo.
Posso usare l’aria compressa del distributore per gonfiare le gomme?
Sì, purché il manometro sia affidabile e il valore finale sia quello indicato per il veicolo. Conviene verificare il risultato con un controllo successivo.
Serve controllare la pressione anche dopo un cambio stagionale di gomme?
Sì, il primo controllo dopo il montaggio è utile per verificare che la pressione sia quella indicata per il veicolo e per il tipo di gomma montata.
Che cosa fare se la spia del sistema di controllo resta accesa?
Verificare la pressione a freddo, eseguire l’eventuale reset indicato nel libretto e, se la spia persiste, rivolgersi a un’officina.